La Missione della Congregazione

La sorgente della missione della Congregazione è indicata nel numero 34 della Regola di Vita:

“Noi cerchiamo di comprendere ogni realtà umana alla luce dell’Eucaristia, sorgente e culmine della vita della Chiesa.”

La missione negli orientamenti del Fondatore

Come dice il P. Fiorenzo Salvi sss, attuale superiore generale, in un articolo della rivista “L’Emanuele” (marzo 2006), S. Pier Giuliano Eymard “ha compreso che la vera forza di trasformazione della chiesa e della società del suo tempo giace dimenticata e ai margini degli interessi di tutti. Questa forza è l’Eucaristia, cuore pulsante della Chiesa e lievito della società.”P. Eymard ha messo l’accento su alcuni aspetti dell’Eucaristia, che da una parte facevano parte della visione del suo tempo, ma che nello stesso tempo erano trascurati:
1. La mensa eucaristica: la comunione sacramentale era molto rara nella vita dei fedeli anche di quelli più pii. Egli insistette sulla comunione frequente e si dette da fare perché a tutti, anche ai giovani operai delle periferie di Parigi venisse offerta l’opportunità di prepararsi alla Prima comunione.
2 L’adorazione eucaristica nel contesto dell’esposizione: Attraverso una preghiera prolungata di adorazione e contemplazione i fedeli avrebbero ravvivato la loro fede e il loro amore e ciò avrebbe dato un colpo all’indifferenza regnante.

Pur rivolgendosi a tutti i fedeli il fondatore ha quasi privilegiato alcune categorie:

1. I preti. Pensava infatti che accendendo il fuoco eucaristico dei preti, questi avrebbero scaldato anche la fede e l’amore degli altri fedeli. L’Eymard diceva che durante l’adorazione non voleva essere disturbato ma, se chiamava un sacerdote a chiamare, era pronto ad uscire anche dall’adorazione.

2 I pii laici. con una certa sensibilità religiosa e alla ricerca di aiuto e direzione spirituale. Li vedeva infatti abbandonati, senza una formazione seria e lasciati a se stessi.

3 I poveri. Pensiamo all’opera della Prima comunione degli adulti, ma citiamo anche questo episodio che indica l’attenzione che il fondatore ha sempre avuto per coloro che sono emarginati dalla società. Mentre era a Lione, ancora membro della Società di Maria, si trovava per strada durante una sommossa di operai ed alcuni di loro stavano per prendere il prete e gettarlo nel Rodano, ma uno lo riconobbe e disse agli altri che era il P. Eymard. Subito gli animi si calmarono e lo portarono in trionfo.

Nella loro storia di 150 i nostri religiosi hanno cercato di concretizzare e adattare alle diverse situazioni gli orientamenti del loro fondatore.

Nella storia della Congregazione fino al Concilio Vaticano II

I Sacramentini hanno concretizzato l’idea del P. Eymard anzitutto cercando di vivere loro stessi della Eucaristia mettendola al centro della loro vita, attraverso la celebrazione quotidiana dell’eucaristia, la celebrazione solenne dell’Ufficio divino e l’adorazione. Questi aspetti liturgico-spirituali sono diventati oggetto di prescrizioni precise nelle Costituzioni approvate da Leone XIII nel 1895. La prima missione infatti è quella della vita e della testimonianza di ciò in cui si crede.

Inoltre i religiosi sss continuarono le opere già iniziate sviluppandole nelle direzioni indicate dal fondatore.

In particolare, la Prima comunione degli adulti per i giovani operai delle periferie di Parigi ma poi anche di altre città.

L’Aggregazione del SS Sacramento per i laici che intendevano condividere lo spirito del nostro istituto,pregando davanti all’eucaristia, vivendo di questo sacramento e impegnandosi nelle sue implicazioni pratiche, come quella del servizio ai poveri.

Per i preti nacque l’Associazione dei Sacerdoti Adoratori che per tanti anni, almeno fino al Concilio Vaticano II, fu molto conosciuta dai sacerdoti e contò tra i suoi membri persone insigni come don Alberione e il futuro papa Giovanni XXXIII.

Per poter realizzare il sogno del fondatore di appiccare il fuoco ai 4 angoli della terra, i Sacramentini privilegiarono le fondazioni nei centri città perché in quel tempo era lì che viveva il maggior numero di persone. Questi centri volevano essere come dei polmoni per la città stessa, attraverso le celebrazione della Eucaristia, dell’Ufficio divino, della preghiera nel contesto della esposizione solenne del SS Sacramento. Inoltre erano luoghi in cui i fedeli potevano venire per le confessioni, per la direzione spirituale, per un consiglio, per un aiuto di qualsiasi genere. Essi erano anche luoghi in cui la predicazione aveva un taglio eucaristico. Ma erano anche punti di partenza per altri luoghi. Infatti i religiosi, che di regola dovevano essere abbastanza numerosi in questi centri, spesso si spostavano per rispondere alla richieste delle parrocchie e di altre comunità e associazioni, specialmente per quarantore, incontri, sessioni di formazione eucaristica.

Col passare del tempo i mezzi per diffondere la conoscenza e l’amore per il Cirsto nel suo aspetto eucaristico si differenziarono sempre più. anzitutto la stampa, in particolare di riviste, tra le quali per l’Italia: l’Emanuele destinato ai i laici che vogliono vivere una sana pietà eucaristica. Il Cenacolo, nato prima come strumento di collegamento con i benefattori che aiutavano le vocazioni nei seminari sacramentini, e poi diventato una pubblicazione di massa, destinato ai laici senza distinzione. La Nuova Alleanza per i Preti, specialmente quelli facenti parte della Associazione dei sacerdoti adoratori. Oltre alle riviste vengono pubblicati una certa quantità di libri, sul fondatore, sulla spiritualità eucaristica, sussidi per la preghiera davanti al SS Sacramento e libri di argomenti vari. Citiamo anche alcune riviste pubblicate fuori dall’Italia delle quali alcune ancora attuali. Parole et Pain, Emmanuel, Vie Eucharistique, Partager. Oltre alla stampa, nel campo della evangelizzazione, negli ultimi anni sono state prodotte videocassette, CD e DVD e altro materiale mediatico. In Italia molte di queste pubblicazioni fanno capo al Centro eucaristico.

Dopo il concilio Vaticano II

Dopo il concilio, tutti gli istituti religiosi sono andati incontro a delle riforme notevoli. Non si trattava di cambiare il carisma o lo spirito con cui era nato l’istituto, ma di rinnovare la fedeltà al carisma autentico coniugandolo però con le esigenze e la mentalità cambiata del mondo di oggi. La stessa cosa in fondo è avvenuta per l’istituzione della Chiesa, che si è impegnata per un ritorno al vangelo e un’incarnazione nel mondo moderno.

La nostra missione ha puntato maggiormente verso l’esterno, le comunità sono diventate più piccole, non solo per questione di diminuzione delle vocazioni, ma per diventare più dinamiche. Grande sviluppo ha avuto la pastorale parrocchiale. In effetti oggi le comunità cui è affidata una o più parrocchie sono più della metà, mentre prima del Concilio erano in numero molto limitato.

La Regola di Vita, riscritta dopo il concilio e approvata nel 1984, enumera gli ambiti della nostra missione oggi, tenendo presente che essa rimane sempre specificamente eucaristica.

1 Missione profetica: approfondire la comprensione dell’Eucaristia, teologica e pratica, a partire dalla Tradizione e dal Magistero, e trasmetterla agli altri.

2 Missione d’impegno sociale: una comunità che celebra l’eucaristia è chiamata a condividere la missione di Cristo che annuncia ai poveri la buona novella e ai prigionieri la liberazione.

3 Missione di unità: promuovere l’unità tra di noi, all’interno della comunità cristiane, fra tutte le confessioni e fra tutti coloro che lavorano per unificare il mondo.

4 Servizio della Parola: come Cristo che spiega ai discepoli di Emmaus le Scritture, noi esercitiamo questo ministero nell’annuncio del Vangelo, nella catechesi e la predicazione di ritiri.

5 La Liturgia: lavoriamo sia nel campo dell’animazione che della formazione liturgica perché ogni celebrazione diventi esperienza di fede e sorgente di impegno.

6 Servizio di parrocchie e comunità: le parrocchie da noi animate saranno in modo particolare plasmate dell’Eucaristia, sorgente e centro della loro vita.

7 Centri di preghiera e di ritiro: possono essere i vecchi centri posti in città, che offrono spazi di accoglienza, preghiera, accoglienza spirituale e riconciliazione. Ma anche di una rinnovata catechesi.

8 Condivisione del nostro ideale: in questo servizio sono incluse le associazioni tradizionale dei Sacerdoti Adoratori e della Aggregazione, ma anche istituzioni più recenti come LITE (Vita nell’eucaristia), Missioni al popolo.

9 Servizio dei sacerdoti: “Ci mettiamo al loro servizio con l’accoglienza, l’animazione, e la formazione, incoraggiati in questo dall’esempio del Padre Eymard che diceva: ‘Io lascerei tutto per i sacerdoti.”

10 Stampa e mezzi di comunicazione sociale: Il nostro scopo nell’utilizzo di questi mezzi è che tutta la Chiesa divenga un pane spezzato per un mondo nuovo.

L’eucaristia è in vista della trasformazione e della redenzione del mondo.

Conclusione

Per concludere riprendiamo i concetti del P. Fiorenzo Salvi. I nostri sforzi per una missione rinnovata si devono concentrare su due aspetti:

1 Perché la centralità dell’eucaristia diventi sempre più una concreta esperienza di vita ai vari livelli individuali e comunitari dobbiamo offrire percorsi formativi e pedagogici perché la celebrazione eucaristica, specialmente nel giorno del Signore, diventi sempre più il cuore pulsante della Chiesa e la forza plasmatrice di una società giusta e solidale.

2 Dobbiamo qualificare e specializzare la nostra missione. Occorre che soprattutto i giovani si qualifichino attraverso un percorso formativo serio ed esigente. Questo impegna ogni comunità ad essere creativa e coraggiosa, ed esprimere così la nostra missione in tutta la sua ricchezza.

P. F. Salvi e P. A. Pedretti
it.ssseu.net

 

 

 

 
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