SAN PIER GIULIANO EYMARD (1811 – 1868)

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Fondatore della Congregazione del Santissimo Sacramento
e delle Ancelle del Santissimo Sacramento
Date principali
Nacque a La Mure (Grenoble – Francia) il 4 Febbraio 1811
Fondò l’Istituto dei PP. Sacramentini il 13 Maggio 1856
Morì a La Mure (Grenoble – Francia) il 1 Agosto 1868
Beatificato da Pio XI il 12 Luglio 1925
Canonizzato dal Beato Giovanni XXIII il 9 Dicembre 1962
La sua festa liturgica si celebra il 2 agosto.
La vita

Fondatore della Congregazione del SS. Sacramento, che viene chiamata in italia Istituto dei Padri Sacramentini, S. Pier Giuliano Eymard si definì un «Giacobbe sempre in cammino». Scriveva tre anni prima della morte: «Quanto mi ha amato il buon Dio! Egli mi ha condotto per mano fino alla Congregazione del SS. Sacramento! Tutte le grazie so­no state grazie di preparazione, tutti i miei stati un noviziato! Sempre il SS. Sacramento ha dominato!»(Ritiro di Roma del 1865).

Vissuto nella Francia dell’Ottocento (1811-1868) in un clima religioso spesso difficile, segnato dalle conseguenze della Rivoluzione Francese, Pier Giuliano ebbe sin dal­l’infanzia una fede segnata dall’Eucaristia; frequenti erano le sue visite al Sa­cramento. La decisione di diventare prete fu presa proprio il giorno della Prima Comunione. Ci volle tempo, però, prima che l’Eucaristia divenisse davvero il cuore della sua spiritualità e dei suoi progetti apostolici. Vi è un tale intreccio tra l’evoluzione della sua personalità e quel­la del suo apostolato, da risultare quasi impossibile separare le tappe di una da quelle dell’altra.

LOGO2.jpgAveva iniziato con un breve periodo di noviziato presso gli Oblati di Maria Immacolata. Era il primo passo del suo itinerario eucaristico. Tornato in famiglia per motivi di salute, entrò poi nel Seminario diocesano di Grenoble. Lì divenne Sacerdote il 20 Luglio 1834 e celebrò la sua prima messa al santuario mariano dell'Osier, dove una lapide ricorda l'avvenimento.

E’ durante il periodo trascorso da sacerdote diocesano (1834-1839), prima viceparroco a Chatte, poi parroco a Monteynard, che forte gli si manifestò la realtà dell’amore di Dio.

La sua spiritualità, segnata inizialmente da un’ascetica penitenziale, conseguenza del Giansenismo imperante specialmente nella spiritualità religiosa dei luoghi di campagna, evolverà verso una visione positiva della vita, e l’amore di Dio sarà colto in modo del tutto particolare nell’Eucaristia, sacramento dell’amore per eccellenza. Il santo fu influenzato, in questo, dagli scritti di Marie-Eustelle Harpain, mistica della comunione e, più tardi, dalla lettura assidua del Nuovo Testamento, in particolare delle Lettere di S. Paolo, e dei Testi di S. giovanni, nonché dei Padri della Chiesa. Un grande cambiamento nella evoluzione verso una spiritualità fondata sull'amore avvenne in questo periodo in seguito alle sue meditazioni ed esperienze al Calvario di Saint Roman nelle vicinanze della parrocchia di Chatte.

Il 20 Agosto 1839 lasciò la parrocchia per entrare nella Congregazione di Maria, i PP. Maristi di P. Jean Claude Colin, che stava nascendo allora a Lione. Dopo il primo periodo di Formazione, P. Eymard ebbe diversi incarichi di guida, come Superiore di Comunità, Provinciale della Provincia marista francese e Visitatore apostolico.

L’intreccio tra le esperienze spirituali e le iniziative apostoliche segna, nelle sue varie tappe, anche l’evoluzione della sua vocazione eucaristica, oltre che mariana. Durante una processione eucaristica del 1845, portando il SS. Sacramento si sentì riempito di una grande forza, e chiese a Dio la grazia dello zelo apostolico di S. Paolo per diffondere la conoscenza di Gesù Cristo.

Una visita a Parigi nell’anno 1849, nella veste di Superiore Provinciale, gli permise di conoscere alcune figure importanti del movimento dell’Adorazione Notturna, nonché la fondatrice dell’Adorazione Riparatrice, Madre Marie-Thérèse Dubouché. Ma, soprattutto, gli fece conoscere colui che sarebbe diventato un giorno il suo primo compagno nella fondazione dell’opera eucaristica: il conte Raymond De Cuers.

Nel 1851, al santuario mariano di Fourvière (Lione), visse una profonda esperienza spirituale in cui comprese la necessità dell’Eucaristia per il rinnova­mento della vita cristiana e per la for­mazione di sacerdoti e laici. Scrive in quel periodo: “Ho spesso riflettuto sui rimedi a questa indifferenza universale, che si impossessa in maniera spaventosa di tanti cattolici, e ne trovo uno solo: l’Eucaristia, l’amore a Gesù eucaristico. Fourviere2s.jpgLa perdita della fede proviene dalla per­dita dell’amore”(Lettera del 22 ottobre 1851). E ancora: “Bisogna mettersi subi­to all’opera, salvare le anime con l’Euca­ristia e risvegliare la Francia e l’Europa sprofondate nel sonno dell’indifferenza, perché non conoscono Il dono di Dio, Gesù, l’Emanuele dell’Eucaristia. Bisogna spargere la scintilla dell’amore den­tro le anime tiepide che si credono pie e non lo sono, perché non hanno fissato il loro centro e la loro vita in Gesù nel ta­bernacolo”(Lettera dell’11 febbraio 1852). La sua vocazione eucaristica na­sce dunque, in gran parte, da questa constatazione che è per lui un appello, una missione.

Collaborando con il conte De Cuers, in vista della fondazione di un Ordine del SS. Sacramento, sperimentò — nell’a­prile del 1853 — ciò che chiamò più tar­di una “grazia di donazione” in riferi­mento ai suoi progetti. Nei tre anni successivi visse, insieme a forti tensioni all’interno della Congregazione dei Maristi, l’attrazione all’opera eucaristica, che culminò nella fondazione di un nuovo Istituto religioso: la Congregazione del SS. Sacramento, nata a Parigi il 13 mag­gio 1856 con l’approvazione dell’Arcive­scovo Mons. Marie Dominique Sibour.

La vita eucaristica che il p. Eymard propone non si riduce alla sola dimen­sione contemplativa. Egli scrive: “Una vita puramente contemplativa non può essere pienamente eucaristica: il fuoco ha una fiamma”(Lettera del 1 maggio 1861). Oltre a fondare le Ancelle del SS. Sacramento e ad ispirare la nascita del­l’Associazione dei sacerdoti adoratori e dell’Aggregazione eucaristica per i laici, si impegnò nell’opera delle prime comunioni degli adulti e dei giovani operai, nella predicazione, nella direzione spirituale, in un apostolato molteplice. L’i­dea dei Congressi eucaristici internazionali è certamente riconducibile alla sua ispirazione. Fu proprio per il suo impegno nella preparazione dei giovani operai alla prima comunione che egli aveva ottenuto l'approvazione dall'Arcivsceovo di Parigi Mons. Sibour.

Negli stesso periodo lavorava anche alla fondazione di un ramo femminile della sua opera e con la collaborazione della Signora Marguerite Guillot, dà vita nel 1858 alla Congregazione delle Ancelle del SS. Sacramento.

L’evoluzione della sua comprensione dell’Eucaristia continuò fino alla morte. Il p. Eymard ha sempre approfondito tale comprensione, oltrepassando l’accento posto inizialmente sulla riparazione verso una visione più ampia e completa del Sacramento, evidenziandone la dimensione dell’azione di grazie, la celebrazione e il potere formativo soprattut­to attraverso la comunione, compresa come luogo dell’educazione dell’anima da parte di Gesù Cristo.

Instancabile fautore della comunione frequente, suo ideale era lasciarsi plasmare dall’Eucaristia quale sacramento dell’amore, collocato “al centro” (immagine frequente nei suoi scritti) della vita. Il pensiero del p. Eymard sulla Messa come punto culminante dell’esperienza cristiana, è racchiuso in un passo della bozza delle Costituzioni del 1863: “Il sacrificio della S. Messa e la comunione al Corpo del Signore Gesù Cristo, fra tutte le azioni sacre, sono senza dubbio il fine e la vita di tutta la religione; dunque ciascuno indirizzi, come mezzi al loro fine, la pietà, la virtù e l’amore ad onorare e a ricevere degnamente questi divini misteri”(Textus IV, 432).

Durante un lungo ritiro a Roma nel 1865, compì un’ultima tappa parlando del “regno eucaristico interiore” che conduce il credente al “dono di sé” al Padre in unione a Gesù, secondo una più spiccata dimensione trinitaria ed ecclesiale. Il cammino vissuto alla luce dell’Eucaristia era giunto a maturazione: p. Eymard si lascia plasmare dallo Spirito per diventare Eucaristia, dono, per­ché sia Cristo a vivere in lui (cf GaI 2,20), «Gesù è in me per vivere in me per il Padre. Per rimanere in me in questo modo, egli si dona nella comunione: Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me, vivrà per me (Gv 6,57)» (Ritiro di Roma del 1865). E’ questa, come scriverà in un ritiro del 1867: «la grazia della santità mediante l’Eucaristia».

Eymard0J.jpgIl P. Eymard muore nella stess nella casa dove era nato, a La Mure, il 1 agosto 1868 a soli 57 anni di età stremato dall'intensa attività.

Nonostante le frequenti malattie e le notevoli esperienze di sofferenza di ogni genere che hanno contrassegnato l’ultimo periodo della sua vita, le sue parole resteranno sempre ardenti come fuoco, e i suoi scritti ricchi di inviti alla gioia e al ringraziamento. Così scriveva in quegli anni: «Il culto solenne dell’e­sposizione è necessario per risvegliare la fede addormentata di tanti uomini onesti che non conoscono più Gesù Cristo, perché non sanno più che è loro vicino, loro amico e loro Dio... La società rinascerà piena di vigore quando tutti i suoi membri verranno e si riuniranno attorno al nostro Emanuele. I rapporti si riformeranno naturalmente sotto una co­mune verità; i legami di amicizia vera e forte si riannoderanno sotto l’azione di un medesimo amore; sarà il ritorno dei bei giorni del Cenacolo».

Antonio Pedretti sss
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